Prime Esperienze
Mannaggia i tempi
13.12.2025 |
280 |
6
"Che tristezza, già da cosi giovane, preda di un coglione, chissà da grande quanto sarà succube del genere che appesta la terra..."
Dopo un'estenuante litigata con un essere, per una situazione che si protrae da troppo tempo, torno in stazione e mi metto in attesa che arrivi il mio mezzo di locomozione. Un po' giù chiamo la mia amica per sfogarmi e mi dice: < Non andare a casa così, non è un bene stare sole>
Asserisco mentalmente e fisicamente, ma non ho grandi alternative, glielo dico e lei... < Siamo di passaggio, stiamo andando in montagna, possiamo fermarci a Pisa cosi domani ci fai vedere le bellezze del luogo dove abiti, che ne pensi? >
Fico, ragiono tra me e me, ma quando sono uscita da casa mia non è che ho pensato di mettere a posto il caos che c'è in questi ultimi giorni.
Mugugno... anche al telefono e lei continua < Veramente, volevamo farti una sorpresa e abbiamo già fittato un appartamento per oggi e domani>
Mhhh la cosa si potrebbe fare, ma di dar noia non mi va, quindi rimango un po' in sospensione vocale e dopo alcuni interminabili minuti di silenzio le chiedo:
< Sei sicura? Potremmo vederci direttamente domani così vi riposate dal viaggio> lei mi rassicura che non ci sono problemi e che possiamo parlare, in fin dei conti è un po' che non ci vediamo...
L'aria è insolitamente pungente e devo ammettere, che un po' di compagnia non mi dispiacerebbe affatto e le giornate sono così corte, sono appena le 19 ed è gia buio pesto...
Non mi piace il buio non si riescono a capire i contorni delle cose.
Nel frattempo il treno è arrivato e mi infilo dentro.
È letteralmente invaso da un'intera scuola di adolescenti con i loro professori come accompagnatori e supervisori.
Grida, risate, spintoni e me, stanca, frustrata e di umore altalenante per la questione col tipo e la possibilità di rivedere la mia amica e la sua ragazza, ma anche con la paura di dare noia.
Durante il viaggio che dura poco più di un'ora i ragazzi del mio vagone si scatenano con il gioco dell'intruso e spiegano le regole a una giovane insegnante.
Non molto alta, nemmeno tanto grande di età, la si potrebbe facilmente scambiare per un'accompagnatrice esterna più che per una prof.
Bruna con i capelli ondulati che le ricadono morbidi sulle spalle quasi ad accarezzarle, gli occhi di un il colore simile a quello dell'interno dei ricci delle castagne.
Un un bel sorriso che regala ai suoi ragazzi con cui scherza, indossa una salopette verde muschio che la fa sembrare molto più giovane.
Un paio di volte il nostro sguardo si incrocia, le sorrido, ricambiata e quando per l'eccessiva calura, mi spoglio, rimanendo a maniche corte mi sembra che mi sorrida con più libertà.
La mia attenzione viene rapita dal gruppetto alla mia destra, ridono scherzano si spintonano e uno dei ragazzi per poco mi cade addosso, si rialza e tira uno scappellotto al compagno.
Gli chiedo dove sono andati di bello.
Mi rispondono che sono stati a Bologna a fare .. Boh, a visitare il posto evidentemente non sapevano darmi una ragione, tranne uno, seduto accanto a una bella adolescente che per il taglio di capelli scuri, lo sguardo di piombo e il nasino aristocratico, somigliava moltissimo a un ritratto della giovane Cleopatra, lui con una frase e un movimento esplicito della mano, mi risponde. < Siamo andati per fare sega a scuola!!!>
La sua amica è arrossita fino alla punta dei capelli e lo sborone l'ha afferrata dietro il collo e se l'è appiccicata al petto nascondendole il viso e ridendo...
Che tristezza, già da cosi giovane, preda di un coglione, chissà da grande quanto sarà succube del genere che appesta la terra...
Distolgo lo sguardo, che viene catturato dal retro del libro che la mia dirimpettaia, stava leggendo, non ricordo le parole esatte ma più o meno diceva che le religioni erano nate dalla fusione di grandi narratori di cazzate.
Chissà quale era il titolo, avrei voluto chiederlo, ma la mia fermata era dopo pochi minuti.
Mi preparo, rivestendomi e mi rendo conto di quanto in quel vagone, manchi l'aria.
Mi rialzo in piedi, prendo la borsa e auguro a tutti buona continuazione dirigendomi vicino alle porte.
Passano 2 minuti quando mi avvicina la professoressa a cui stavano spiegando le regole del gioco mi sfiora, forse con distrazione, il seno e mi chiede, con un tono di voce leggermente roco < Sta scendendo? Peccato . . . > Ed apre la porta del bagno per andare a far pipì, immagino, so solo che non era chiusa e quando il treno si è fermato con un sussulto si è aperta, mostrando ai miei occhi increduli una splendida prof che si stava masturbando, con la mano affondata in una paffuta fica che si vedeva molto bene visto le natiche magre e lei che era piegata verso il lavandino.
In quel momento dalla clitoride mi è partita una scarica elettrica, avrei voluto entrare e metterla in ginocchio farmela leccare e scaricarle in gola la mia pioggia dorata, che già da un po' mi inviava messaggi di urgenza, quindi affondare le mie mani in quel cespuglio ricciolino e farla mia
. . . Ma . . .
Era la mia fermata
E seppure a malincuore, mentre mi guardava dallo specchio, mordendosi il labbro, mi costrinsi a soffiarle un bacio, richiudere la porta del bagno e scendere dal treno.
Mentre riparte, dal mio telefono arriva il suono di un messaggio.
È la mia amica è fuori della stazione in macchina, che mi aspetta.
Mi incammino silente, ma prima vado in bagno a liberare la mia vescica...
Continuerà? 🤷🏼♀️
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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